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Aceto Balsamico di Modena "Silver"

12.50

Contenuto: 250 ml

L’Aceto Balsamico di Modena IGP è ottenuto da mosti d’uva parzialmente fermentati e/o cotti e/o concentrati.
L’uva proviene dai vitigni di Lambrusco, Sangiovese, Trebbiano, Albana, Ancellotta, Fortana e Montuni.

Dopo un periodo di affinamento si ha l’invecchiamento vero e proprio in botti, barili o altri recipienti in legno.

Descrizione

L’Aceto Balsamico di Modena IGP è ottenuto da mosti d’uva parzialmente fermentati e/o cotti e/o concentrati.
L’uva proviene esclusivamente dai vitigni di Lambrusco, Sangiovese, Trebbiano, Albana, Ancellotta, Fortana e Montuni.
Al mosto vengono aggiunti aceto di vino(almeno 10%) e una parte di aceto invecchiato.

L’elaborazione dell’Aceto Balsamico di Modena avviene con il classico metodo di acetificazione mediate l’impiego di colonie batteriche selezionate oppure lenta in superficie o lenta “a truciolo”. La fase successiva è quella dell’affinamento: sia quest’ultima che la prima, si svolgono all’interno di recipienti di legno pregiato, quali rovere, castagno, quercia, gelso e ginepro per un periodo minimo di affinamento è di 60 giorni

Una volta trascorsi 60 giorni di affinamento in tini di legno, l’Aceto Balsamico di Modena può essere sottoposto a un ulteriore periodo di invecchiamento in botti, barili o altri recipienti in legno di dimensioni più ridotte rispetto a quelli del prodotto più “giovane”. Se questa fase si dilunga per più di tre anni, il prodotto finito potrà fregiarsi della classificazione “invecchiato”.

Le botti sono realizzate secondo la tradizione con legni pregiati:

  • Rovere: legno duro ma di facile lavorazione, garantisce stabilità e tenuta nel tempo. Può essere inserito in qualsiasi posizione della batteria, anche se è più facile trovarlo nelle botti piccole, ma solo per il fatto che altri legni richiedono di essere posizionati fra le prime botti della serie. Si trovano batterie composte da sole botti di rovere.
  • Castagno: legno da sempre diffusissimo per la costruzione di botti, in virtù della sua diffusione, economicità e lavorabilità. Ricco di tannini, alcuni suggeriscono di porlo all’inizio della batteria, anche se non vi sono controindicazioni a qualsiasi suo posizionamento nella serie.
  • Gelso: Legno abbastanza raro, essendo una specie protetta, ma un tempo molto diffuso in virtù della lavorazione del baco da seta. Con un basso peso specifico ed un elevata porosità, favorisce un deciso scambio di ossigeno con l’esterno, e quindi i processi di acetificazione. Ciò, assieme alla modesta tenuta nel tempo, ne ha sempre suggerito l’utilizzo per la prima o seconda botte della serie. Proprio per il suo difficile reperimento, negli ultimi decenni viene spesso sostituito col ciliegio.
  • Ginepro: unico legno di conifera, anche da stagionato rilascia i profumi degli olii essenziali. Soprattutto nei primi anni di lavorazione, tali profumi sono spesso forti e poco graditi, e pertanto il prodotto viene maggiormente apprezzato quando la botte ha già alcuni anni di lavorazione. La tipologia di pianta non permette quasi mai la costruzione di botti di grande capacità. Per questi motivi – profumi e dimensione della botte – quasi sempre è utilizzato “fuori” dalla batteria, come contenitore per piccole quantità di prelievo destinate ad una particolare aromatizzazione.

Il rispetto del disciplinare di produzione del consorzio di tutela dell’ Aceto Balsamico di Modena garantisce un prodotto di ottima qualità. L’apposizione della sigla IGP ne da la garanzia.

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